Sala della resistenza

Piemonte | Bra (CN)

resistenza nelle città

Il Luogo e le Vicende

Come in altre parti d’Italia, l’armistizio dell’8 settembre 1943 segnò anche a Bra l’inizio dell’occupazione tedesca: pochi giorni dopo, infatti, un gruppo di SS del Leibstandarte “Adolf Hitler” comandato da Jaochim Peiper entrò in città, lasciandovi un presidio dipendente dalla Militärkommandantur di Cuneo. Dalla fine del mese, poi, anche la neonata Rsi iniziò ad emettere bandi di reclutamento cui molti giovani risposero scappando verso le montagne dove le prime bande di ribelli cominciavano ad organizzarsi. Nel corso del 1944 nella sola Bra circa 300 giovani si unirono ai garibaldini e alle formazioni partigiane autonome che, comandate dall’ex capitano dell’esercito Icilio Ronchi Della Rocca, nel Braidese e nel Roero erano la maggioranza. Gli uomini che ne facevano parte, però, non erano tutti apolitici o filomonarchici: della stessa formazione, infatti, inizialmente faceva parte anche un significativo gruppo di comunisti, a cominciare dalla nota figura di Leonardo Cocito, professore di lettere al liceo di Alba che fu maestro di Beppe Fenoglio e che, con il suo esempio, coinvolse molti giovani nella lotta partigiana. Le formazioni dei “ribelli” trovarono in Bra una situazione del tutto particolare nel fronte nemico: da una parte, dalla primavera del 1944, il commissario prefettizio Emilio Balbo trasferitosi a Cuneo nominò come proprio vice Lorenzo Bertello, un vecchio operaio socialista; dall’altra, il capitano Wessel, comandante del presidio tedesco dimostrava una certa disponibilità al compromesso con le forze partigiane, distinguendosi per la «“cordialità”, sincera o opportunistica che fosse, con cui trattò la popolazione» [Berardo, 2005, p. 13] come segnalavano con disappunto i rapporti della Gnr. La stessa Gnr, peraltro, registrò sempre più frequenti casi di diserzione: solo nel giugno 1944, 370 giovani ne lasciarono i reparti di Cuneo, Bra e San Dalmazzo di Tenda. A rattoppare questa situazione, nell’estate, vennero mandati in zona le reclute del Cars (Cacciatori degli Appennini) – un battaglione dei quali si stabilì a Bra – e due compagnie della Legione Muti. Agosto e settembre furono dunque i mesi dei più feroci rastrellamenti nei quali ‒ non senza un certo antagonismo tra legionari e cacciatori e non senza la collaborazione dei tedeschi ‒ furono inflitte pesanti perdite alle formazioni partigiane, tra la quali l’arresto di Pietro Chiodi, Marco Lamberti, Elio Botta, Lino Costa e Leonardo Cocito.

La Memoria

Tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta l’amministrazione comunale di Bra decise di dedicare una sala del Palazzo civico alla Resistenza. Una sala che, attraverso le carte, i cimeli e le immagini donate dalla vedova del comandante Icilio Ronchi Della Rocca, ricordasse e celebrasse i caduti, i combattenti e le imprese della 12ª Divisione Autonoma “Bra”. Alla sua inaugurazione, nel maggio 1982, fu invitato il senatore Paolo Emilio Taviani (all’epoca presidente nazionale della Federazione italiana Volontari della Libertà) e, nelle intenzioni, essa sarebbe dovuta diventare la base di un più ampio centro di documentazione sulle vicende della lotta partigiana nel Braidese, anche tramite l’acquisizione e la conservazione di altri fondi. La realtà prese però altre strade e nella “Sala della Resistenza” rimase solo qualche bacheca con esposte cartine, cimeli e immagini, come le fotografie dei partigiani braidesi caduti, la bandiera della 12ª Divisione o le mappe del territorio nel quale essa operò. Diciott’anni dopo, nel 2000, l’amministrazione comunale decise di ristrutturare la sala ma gli interventi di restauro si limitarono al suo corredo architettonico: furono restaurate le decorazioni pittoriche di epoca barocca e i serramenti ma non venne previsto nessun intervento per l’allestimento documentario legato alla Resistenza. Lo stesso catalogo che in quell’occasione venne stampato – e che porta come titolo La Sala della Resistenza – documenta approfonditamente tutte le fasi e i modi del restauro pittorico, ma non fa il minimo cenno ai materiali esposti in bacheche ormai vetuste, male illuminate e modestamente conservate. Attualmente, la piccola Sala della Resistenza di Bra viene raramente aperta e utilizzata talvolta per riunioni non istituzionali.

I Servizi

Accesso

Recapiti

  Piazza Caduti della Libertà 14 - Bra (CN)
0172-430185
0172-438111

Come arrivare



  In Auto: dalla A21 Torino-Piacenza, uscita Asti est oppure dalla A6 Torino Savona uscita Marene; poi imboccare la SS 231 direzione Bra.
  In treno: Torino,Cuneo, Asti e Alessandria, fermata Bra.

Proprietà e gestione

Comune di Bra (Cn)

Bibliografia orientativa

  Renzo Amedeo, Di libertà si vive. Personaggi e fatti della Resistenza a Bra e nel Roero, Comune di Bra, Bra (Cn) 1985.
  Renzo Amedeo, Storia Partigiana della 12ª Divisione Autonoma “Bra”, Autonomi editore, 1982.
  Libio Berardo, La Resistenza nel Braidese, in “Bra”, n. 1, aprile 2005, pp. 10-18.
  Icilio Ronchi della Rocca, Ricordi di un partigiano. La Resistenza nel Braidese, IRDR, Torino 1965.