TO Mompantero Museo Storico della Resistenza

Piemonte | Mompantero (TO)

resistenza in montagna

Il Luogo e le Vicende

Mompantero è un piccolo paese della Val di Susa, di pochi abitanti ma tra i più estesi della valle. Qui, come nel resto della zona, la Resistenza cominciò formalmente l’8 dicembre 1943 con il giuramento della Garda. In questa occasione i primi partigiani valsusini giurarono in modo ufficiale di combattere per la libertà contro nazismo e fascismo, anche a costo della propria vita. La notizia dell’armistizio dell’8 settembre aveva gettato lo scompiglio tra i soldati delle truppe stanziate lungo il confine italo-francese che, scendendo a valle, si sbarazzavano degli abiti militari e venivano riforniti di abiti civili dagli abitanti della val Susa, mentre gli antifascisti locali prelevavano e mettevano al sicuro molte armi dalle caserme di San Didero, Bruzolo, Bussoleno e Foresto. Le prime furono settimane di grande caos, nelle quali le bande si formavano e si scioglievano: soltanto alla fine di settembre, quando giunsero in valle Carlo Carli, Walter Fontan, Felice Cima e Marcello Albertazzi, si formarono i primi gruppi organizzati che diedero il via ad un’intensa attività di guerriglia. Già alla fine di ottobre la Val di Susa era considerata zona pericolosa per i tedeschi, che avevano apposto il cartello “Achtung! Bandengebiet” sul ponte della Perosa ad Alpignano. L’importanza strategica della valle era dovuta principalmente alla sua posizione di confine e alla linea ferroviaria Torino-Modane Obiettivo primario dei partigiani fu dunque impedire ai tedeschi l’uso di quella linea ferroviaria sulla quale furono ideate diverse azioni di sabotaggio, come quella che coinvolse il viadotto dell’Arnodera, fatto saltare in aria il 29 dicembre 1943 con otto quintali di esplosivo e che interruppe per circa tre mesi il traffico internazionale dei tedeschi. Oppure quella al ponte della Perosa, tra le stazioni di Rosta e Alpignano, che i tedeschi dovettero demolire e ricostruire per poter rimettere in sesto la linea ferroviaria. Il primo inverno partigiano fu molto duro, soprattutto per i rastrellamenti nazisti nei quali, in pochi mesi, molti dei migliori capi partigiani, come Walter Fontan e Carlo Carli, rimasero uccisi. Alcune bande si sciolsero e solo nei mesi di marzo e aprile le formazioni ricominciarono a ricostituirsi velocemente.

Nell’estate ‘44 l’attività dei partigiani si fece sempre più intensa, incalzante e soprattutto efficace, suscitando la reazione tedesca che si tradusse in feroci ondate di rastrellamenti e rappresaglie anche sulla popolazione civile. Nel quadro di questi rastrellamenti è da collocare la battaglia svoltasi presso la borgata delle Grange Sevine (nei pressi di Mompantero) il 26 agosto, tra la Divisione partigiana “Stellina”, capeggiata dal Comandante “Aldo Laghi” Giulio Bolaffi e truppe tedesche. Con lo sbarco alleato in Provenza, il 15 agosto 1944, molti partigiani credettero che la fine della guerra fosse alle porte. Invece dovettero affrontare un altro duro inverno in montagna. All’ordine del comando generale di sciogliere le bande per passare l’inverno in pianura, molti si rifiutano e continuano con piccole azioni e soprattutto come punto di riferimento per i vari sbandati che giravano per la valle. Con il ritorno della primavera le bande si ritrovarono con un maggior numero di uomini rispetto alla primavera precedente.

La Memoria

Il Museo Civico della Resistenza nelle Valli di Susa, Cenischia, Chisone, Sangone e delle Deportazioni è di proprietà del Comune di Mompantero ed è gestito volontariamente dall'ANPI. È stato allestito nel 1993, grazie all'apporto di alcuni ex partigiani come Arturo Turbil, ex partigiano della "Stellina", che hanno voluto, allestito e curato il Museo fin dal momento della sua fondazione per tramandare alle nuove generazioni il ricordo della loro gioventù e della loro lotta. Il Museo raccoglie una discreta quantità di materiale che, con un impianto memorialistico più che scientifico, documenta la storia della Resistenza locale: fotografie, scritti, mappe e qualche cimelio come un ciclostile usato nel Convento di San Francesco di Susa dai partigiani della zona o la divisa del Comandante "Laghi" (Giulio Bolaffi). L’esposizione è suddivisa in settori introdotti da pannelli e bacheche e dedicati alle formazioni che combatterono in zona: la 4ª Divisione Alpina G.L. "Stellina", la 1ª Divisione Alpina Autonoma Val Chisone al comando di Maggiorino Marcellin "Blüter", la 43ª Divisione Autonoma "Sergio De Vitis" della Val Sangone, e la 42ª Brigata Garibaldi.

I Servizi

Archivio storico
Archivio fotografico
Accesso

Recapiti

  Piazza Giulio Bolaffi, 1 - Mompantero (TO)
0122 - 622323

Come arrivare



  In Auto: Da Torino prendere A55/E64 poi A32/E70 e continuare su Statale 25 del Moncenisio fino a Mompantero.
  In treno: Da Torino Porta Nuova SFM

Proprietà e gestione

Comune di Mompantero

Bibliografia orientativa

  Maria Elisa Borgis, La Resistenza nella Val di Susa, Anpi, Bussoleno 1975.
  La Resistenza in Val di Susa e Val Sangone. Atti del convegno di studi storici, Comune di Bussoleno 1986.
  38/45. Guida ai luoghi della guerra e della Resistenza nella provincia di Torino, a cura di Luciano Boccalatte, Andrea D'Arrigo, Bruno Maida, Blu Edizioni, Torino 2009.
 Chiara Colombini, Claudio Dellavalle, Stella Bolaffi Benuzzi, Partigiani in Val di Susa, I nove diari di Aldo Laghi, Franco Angeli, Milano 2014.
  Mai tardi. La Resistenza in Val di Susa, documentario a cura di Armando Ceste e Chiara Sasso, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, 1996.
  Nostra patria sulle montagne. Resistenza in Val di Susa e Val Sangone, documentario, Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, Consiglio regionale del Piemonte, 2003.