Parco regionale storico di Monte Sole

Emilia Romagna | Località San Martino - Marzabotto (BO)

resistenza in montagna

Il Luogo e le Vicende

Il Parco Regionale Storico di Monte Sole copre un’area di circa 6.300 ettari estesa sul territorio dei Comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi. Il Monte Sole, sul quale si estende il Parco, fa parte di una piccola dorsale che si eleva nella provincia bolognese compresa tra il fiume Reno e il torrente Setta, arrivando ad un’altitudine di 826 metri sul livello del mare. Il Parco non è tuttavia noto solo per le sue bellezze naturali ma anche – e forse soprattutto – per la strage che si consumò tra quei prati, boschi e borghi tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944. In meno di una settimana reparti tedeschi uccisero 770 persone, in gran parte donne e bambini, ritenuti sostenitori delle formazioni partigiane presenti in quelle zone. Nell’estate 1944, la zona del Monte Sole costituiva l’immediata retroguardia difensiva dell’esercito tedesco sulla Linea Gotica, ostacolata però dalla presenza della brigata partigiana “Stella rossa”, che agiva in questo territorio fin dall’ottobre 1943. Oltre che per favorire il ripiegamento verso nord sotto la spinta degli anglo-americani, dunque, fu anche per eliminare questa presenza partigiana che i tedeschi, partendo dalla Toscana, decisero di “ripulire” tutta la zona con diverse azioni di rastrellamento: il compito fu affidato al maggiore Walther Reder comandante del 16° Battaglione Panzer Aufklärung Abteilung della 16ª Panzer Granadier Division “Reichs Führer SS”. Dopo avere messo a ferro e fuoco numerosi comuni della Versilia, e ucciso centinaia di cittadini, il 29 settembre 1944 Reder sferrò l’attacco contro Monte Sole. Tutta l’area venne circondata da circa 1.000 soldati, tra cui molti italiani appartenenti alla Gnr. Divisi in 4 plotoni, essi rastrellarono l’intera zona da sud, da nord, da est e da ovest; bruciarono le case, uccisero animali e persone. Il bilancio dei 7 giorni di eccidio compiuto in 115 luoghi, tra paesini, case sparse e chiese fu di 770 vittime di cui 216 bambini, 142 ultrasessantenni e 316 donne. L’eccidio di Monte Sole non fu dunque una rappresaglia, bensì un rastrellamento finalizzato al massacro, con l’obiettivo preciso di terrorizzare la popolazione civile, di scoraggiare qualsiasi forma di resistenza e di disperdere i gruppi partigiani già formati. Quanto accadde a Monte Sole mise in seria difficoltà anche la Brigata “Stella rossa”. Non solo il comandante Mario Musolesi “Lupo” venne ucciso a Cadotto ma la brigata si frantumò in vari gruppi: circa 200 partigiani attraversarono le linee e furono riarmati dagli americani; altri restarono in zona per proseguire la guerriglia e altri ancora raggiunsero Bologna e si aggregarono alle brigate cittadine. Le uccisioni e le distruzioni proseguirono anche nei giorni successivi al 5 ottobre sino a novembre. I corpi delle vittime restarono insepolti per mesi e solo dopo la fine della guerra fu possibile dare loro sepoltura e cominciare a stabilirne il numero.

La Memoria

Oggi a Monte Sole la quiete sembra regnare incontrastata, e il luogo non pare più conservare traccia della violenza che lo ha attraversato nel 1944. Dopo la guerra, l’intera zona è stata abbandonata fino a quando, nel 1989, la Regione Emilia Romagna decise di istituire un parco regionale per non disperdere la memoria di quando vi accadde. Tra i vari sentieri e itinerari naturalistici, dunque, all’interno del parco si snoda un percorso che ripercorre alcuni dei luoghi più significativi e tristemente noti per gli eventi dell’autunno del 1944, oggi compresi nell’area del Memoriale. A partire dal Poggiolo, il percorso tocca infatti i borghi di San Martino, Caprara, la chiesa e il cimitero di Casaglia e infine Cerpiano, dove si verificarono le uccisioni più cruente e dove si trovano i resti degli insediamenti distrutti durante il rastrellamento e poi abbandonati. I ruderi e le rovine di quei villaggi sono stati portati alla luce e recuperati, per costituire un vero e proprio monumento alle vittime che li abitarono e per documentare la portata del rastrellamento. Accanto ai muri, ai resti del cimitero e delle chiese che via via si incontrano, sorgono oggi lapidi commemorative che ricordano l’eccidio e le vittime. Ovunque regna un’atmosfera sacrale, come se si stesse camminando in uno spazio da proteggere, ma l’ambiente e i pannelli distribuiti sul percorso sollecitano l’abbandono di una dimensione puramente emotiva e il calarsi in una necessaria comprensione delle vicende. Anche per questo nel Parco trova sede la Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, nata nel 2002, con lo scopo di promuovere iniziative di formazione ed educazione alla pace, alla trasformazione nonviolenta dei conflitti, al rispetto dei diritti umani e per la convivenza pacifica tra popoli e culture diverse. Molte delle vittime dell’eccidio, sia civili che partigiani, riposano dal 1961 nel sacrario che si trova a Marzabotto, di fianco alla chiesa. Come in una cripta medievale le targhe con i loro nomi e le date di nascita e di morte sono collocate tra due grandi dipinti che narrano la guerra in quelle zone nel suo evolversi e la strage, enfatizzandone il carattere di martirio. La dimensione militare, invece, trova risalto soprattutto nelle grandi lapidi di marmo bianco poste nella crociera centrale, che riportano le motivazioni delle medaglie d’oro al valor militare concesse alla memoria di quattro partigiani, tra cui il cappellano don Giovanni Fornasini e il comandante della brigata Mario Musolesi “Lupo”. Come altri sacrari militari della Seconda guerra mondiale, anche quello di Marzabotto appartiene al Ministero della Difesa.

I Servizi

Sala conferenza
Visite guidate
Parcheggio per disabili

Recapiti

  Via San Martino, 25 - Località San Martino - Marzabotto (BO)
051 931574 Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole
051 6787100 Centro visita "Il poggiolo"

Bibliografia orientativa

 R. Giorgi, Marzabotto parla, Marsilio Editore, 1955.
 L. Gherardi, Le querce di Monte Sole. Vita e morte delle comunità martiri fra Setta e Reno. 1898-1944, Il Mulino, 1986.
 G. Lippi, La stella Rossa a Monte Sole, Ponte Nuovo editrice Bologna, 1989.
 D. Zannini, Marzabotto e dintorni 1944, Bologna, 1996.
  Lutz Klinkhammer, Stragi naziste in Italia. La guerra contro i civili, Donzelli 1997.
 L. Sabbioni, Diario del perdono e della rabbia, Bologna 2006.
 F. Fontana, La staffetta, Edizioni oltre i portici, 2007.
 Scuola di pace di Monte Sole (a cura di Marzia Gigli, Maria Chiara Patuelli e Comunicattive), Quello che abbiamo passato. Memorie di Monte Sole (documentario), Bologna, 2007.
  Luciano Casali, Dianella Gagliani (a cura di), La politica del terrore. Stragi e violenze naziste e fasciste in Emilia Romagna, L’ancora del mediterraneo, 2008.
 F. Pirini, Il ragazzo di Monte Sole. 14 volte orfano, 2009.
 Luca Baldissara, Paolo Pezzino (a cura di), Un massacro. Strage di civili a Monte Sole, Il Mulino, 2009.