Museo del Risorgimento e della Resistenza

Emilia Romagna | Ferrara (FE)

resistenza nelle città

Il Luogo e le Vicende

A Ferrara la Repubblica sociale italiana espresse il suo volto più violento: poche altre città sono infatti state oggetto immediato, fin dall’ottobre 1943, di una repressione così violenta, e di un tale clima di terrore da rendere molto difficile l’organizzazione della Resistenza armata. Data cruciale per la memoria ferrarese è il 15 novembre 1943, quando si consumò la strage al castello Estense, ritenuta il primo eccidio di guerra civile. All’alba di quel giorno, infatti, i fascisti uccisero 11 cittadini per rappresaglia dopo l’assassinio del Federale Igino Ghisellini, avvenuto, si seppe di lì a poco, non per mano partigiana ma per dissidi interni al fascio ferrarese. L’episodio è stato immortalato nell’opera letteraria di Giorgio Bassani Una notte del ’43 e nel film La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini. A questo primo episodio, tuttavia, seguirono molte altre stragi, torture e omicidi, come alla Certosa, l’11 e il 20 agosto 1944, o al Caffè del Doro il 17 novembre, dove furono fucilati i membri del Cln provinciale. La lotta partigiana, dunque, non si sviluppò tanto in città quanto nelle valli di Comacchio, nell’Argentano e lungo i corsi dei fiumi Po e Reno, dove presero vita due brigate Garibaldi, la “Bruno Rizzieri” e la “Sauro Babini”. Inoltre fu in provincia, a Bondeno, che il 18 febbraio 1945 la donne assaltarono il Municipio per rivendicare la fine dei rastrellamenti e della guerra.

La Memoria

Il primo nucleo del Museo del Risorgimento di Ferrara risale al 1884, anno della partecipazione all’allestimento della Mostra del Risorgimento italiano di Torino, ma l’apertura al pubblico avvenne il 16 marzo 1903, nella sede di palazzo dei Diamanti. Chiuso durante il fascismo e colpito dai bombardamenti durante la guerra, fu riaperto il 25 aprile 1958 con un nuovo allestimento, al quale l’anno seguente si aggiunse una sezione dedicata alla Resistenza, per cui il Museo prese la denominazione di “Museo del Primo e del Secondo Risorgimento”. Solo negli anni Settanta del Novecento l’interpretazione storiografica che stava alla base di quel nome mutò, e con essa il Museo, che passò alla denominazione attuale. Oggi il museo è composto di quattro sale espositive, due dedicate al Risorgimento, una alla prima guerra mondiale, la quarta all’antifascismo e alla Resistenza. L’allestimento è composto sostanzialmente da cimeli, custoditi ed esposti per il loro valore simbolico ed evocativo. Le due sale risorgimentali contengono reperti garibaldini, bandiere, timbri, coccarde, carta moneta “patriottica”, ritratti fotografici e a stampa, stampe satiriche e celebrative, busti in marmo dei principali protagonisti del Risorgimento ferrarese e nazionale. La sezione dedicata all’antifascismo e alla Resistenza conserva invece le bandiere delle Brigate partigiane ferraresi e del Corpo Volontari della Libertà (CVL), bracciali di riconoscimento partigiani, fazzoletti, “divise” usate sia dai partigiani locali che da ferraresi impegnati nella Resistenza all’estero, armi, testimonianze di prigionia e deportazione. Cimeli di caduti partigiani e ricostruzioni dei principali momenti della Repubblica Sociale Italiana, nonché della deportazione degli ebrei e della partecipazione delle donne alla Resistenza attraverso i Gruppi di Difesa della Donna, integrano l’esposizione, che si avvale anche – così come nelle sale risorgimentali – di decine di “album” costituiti a scopo didattico negli anni ’70 con documenti originali e fotografie e un’ampia raccolta di manifesti d’epoca che arrivano fino ai primi anni del secondo dopoguerra.

I Servizi

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Aula didattica
Visite guidate

Bibliografia orientativa

 Renata Viganò, L’Agnese va a morire, Einaudi, Torino 1949.
 Anna Maria Quarzi – Delfina Tromboni, La Resistenza a Ferrara (1943-1945). Lineamenti storici e documenti, Clueb, Ferrara 1980.
 Luigi Sandri, Resistenza ferrarese, Comune di Ferrara, Ferrara 1982.
 Antonella Guarnieri, Dal 25 luglio a Salò Ferrara 1943. Interpretazioni della lunga notte, Grafis Edizioni, Bologna 1993.
 Florestano Vancini, La lunga notte del ’43, La sceneggiatura originale, Liberty House, Ferrara 1994.
 Giorgio Bassani, Una notte del ’43, 2 G Editrice, Ferrara 2001
 Rino Moretti, Argenta Gap. L’ultima battaglia della campagna d’Italia 1945, Mursia, Milano 2005.