Museo del Partigiano

Liguria | Propata (GE)

campagna d'Italia

Il Luogo e le Vicende

Propata è un piccolo comune del versante padano dell’Appennino ligure, al confine con la provincia di Alessandria, nel quale le vicende della lotta partigiana sono strettamente intrecciate a quelle della Brigata “Jori”, appartenente alla Divisione Cichero. Il gruppo di Cichero si era costituito tra l’autunno e l’inverno 1943 nell’omonima frazione a circa 16 km a nord di Chiavari, in un territorio contadino montanaro decisamente povero e distante dai grandi centri, ed era caratterizzato da un rigido codice di comportamento, unito a un grande rispetto della popolazione locale e dei nemici. Per le regole quotidiane di democrazia che bisognava sempre rispettare la “Cichero” fu considerata da diversi storici una fra le migliori incarnazioni degli ideali etici della Resistenza. Nel maggio 1944, per l’afflusso di uomini, la “Cichero” si divise in distaccamenti che si distribuirono sul territorio; dopo avere deciso di entrare a far parte delle formazioni garibaldine (III brigata Garibaldi), tra giugno e luglio un distaccamento occupò anche l’Alta Val Trebbia, tra Torriglia e Ottone, costituendosi, alla fine di luglio, nella Brigata “Jori” . Nel giugno 1944, inoltre, anche la Val Trebbia, da Torriglia a Rivergaro, entrò a far parte della zona libera che gravitava intorno al comune di Bobbio: dileguatisi pressoché tutti i presidi nazifascisti, in quei luoghi si insediarono i partigiani, dipendenti dal comando unico piacentino e dalla VI Zona ligure. Ma il territorio di Torriglia era particolarmente strategico per il transito tra la valle del Po e la Liguria, particolarmente per l’esercito tedesco. Per questo tra il 22 e il 29 agosto la Wehrmacht, appoggiata da uomini della Rsi, avviò pesanti operazioni di rastrellamento, che furono comunque contrastate dai partigiani fino al novembre, quando il territorio libero fu espugnato definitivamente. In quell’occasione, tuttavia, un intero battaglione di alpini della Monterosa, ufficiali compresi, si consegnò alla “Cichero” con armi ed equipaggiamento, costituendosi in una brigata partigiana che avrebbe combattuto al fianco delle altre sino alla Liberazione. A novembre il comando della “Jori” si spostò a Casa del Romano, dove fu colpito, come le altre brigate, da un nuovo rastrellamento, molto più efficace del precedente, che costrinse i partigiani a dividersi in piccoli gruppi e a spostarsi continuamente per evitare le puntate tedesche. Gli attacchi tedeschi si intensificarono ancora durante l’inverno quando, a metà gennaio 1945, sul monte Antola atterrarono due missioni alleate, una statunitense e l’altra britannica, e si stabilirono sul territorio controllato dalla brigata “Jori”. Verso la fine di aprile, il comandante della Divisione “Cichero” ordinò alla “Jori” di scendere a Genova: il 24 la brigata diede avvio all’avvicinamento alla città, che si concluse la sera del 26 in piazza Manin.

La Memoria

Il piccolo Museo del partigiano di Propata è stato inaugurato nei locali della dismessa scuola elementare il 10 giugno 2000, dopo un lavoro di raccolta di cimeli e testimonianze che ha coinvolto l’amministrazione comunale e due partigiani dell’Anpi di Genova (Bruno Benassai e Stefano Malatesta “Croce”) che avevano combattuto in queste zone. L’allestimento, realizzato con finalità essenzialmente didattiche, si compone di poche tavole espositive dedicate soprattutto alle vicende partigiane della brigata “Jori”, divisione “Cichero”, attiva fra questi monti, il cui comando dal novembre 1944 era acquartierato a Casa del Romano, poco distante da Propata. I pannelli, complessivamente sei, si compongono di immagini e schede che illustrano la vita quotidiana dei partigiani della “Jori” e i loro rapporti con la popolazione civile, descrivono i lanci alleati o l’attività di repressione e controllo della Rsi, e si concludono con la liberazione di Genova, avvenuta tra il 25 e il 27 aprile 1945. Ai pannelli si aggiunge qualche cimelio, in particolare armi fortunosamente ritrovate nelle acque del vicino torrente, ma anche alcune borracce, gavette o divise donate dai partigiani. Nonostante le sue modeste dimensioni, il Museo del partigiano è uno strumento esplicativo e di approfondimento di un periodo storico particolarmente significativo per la Val Trebbia, inserendosi in un più ampio contesto territoriale nel quale intere montagne, sentieri, cippi e lapidi dimostrano il radicamento della lotta partigiana.

I Servizi

Accesso

Recapiti

  Piazza del Comune - Propata (GE)
010 945910 Telefono e Fax del Comune di Propata

Come arrivare



  In Auto: Dall’autostrada A 10, uscita Genova Est, prendere la strada statale 45 in direzione Torriglia. Propata è raggiungibile da Torriglia seguendo le indicazioni per il Lago del Brugneto; da Montebruno seguendo la strada per Propata e Rondanina, e da Due Ponti, imboccando la strada che conduce a Casa del Romano.

Proprietà e gestione

Comune di Propata

Bibliografia orientativa

  Giovan Battista Canepa, La repubblica di Torriglia, Pesce, Genova 1954
  Giuseppe Fasoli, Una tipografia clandestina. Il centro stampa della Rocchetta di Lerici durante la lotta di Liberazione, La Spezia 1981
  Giorgio Gimelli, La Resistenza in Liguria. Cronache militari e documenti, 2 voll., Carocci, Roma 2005
  Giovambattista Lazagna, Ponte rotto, Colibrì, 2005
  Albert R. Materazzi (a cura di), Americani dell’OSS e partigiani nella sesta zona operativa ligure, Bastogi, Roma 1993
  Gianpaolo Pansa, Guerra partigiana tra Genova e il Po, Laterza, Bari 1967
  Antonio Testa, Partigiani in Valtrebbia: la brigata Jori, Genova 1980
  Noi della Jori, dvd, 2000