Museo Storico "Giacinto Lazzarini"

Lombardia | Merate (LC)

resistenza nelle città

Il Luogo e le Vicende

L’attività partigiana nel basso Lecchese fu particolarmente pericolosa per la presenza in zona, accanto ai presidi fascisti, di comandi e servizi della legione SS italiana, e a Merate del quartier generale del comandante della divisione SS-Osttürken. Ciò nonostante, furono diverse le brigate partigiane che, seppure con alterne vicende, riuscirono a operare sul territorio, tra cui una “Formazione autonoma Lazzarini”, che prese il nome dal suo comandante. Giacinto Lazzarini era un ufficiale italo canadese che, fra il 1942 e il 1943, aveva comandato una missione militare in Francia, organizzando i primi reparti di maquis, prima nel dipartimento del Var e poi in Alta Savoia. Ai primi di luglio del 1943, in previsione della caduta del fascismo, fu inviato in Italia come ufficiale di collegamento in territorio nemico del servizio britannico di spionaggio. Subito dopo l’8 settembre, all’aeroporto Forlanini (l’attuale aeroporto di Linate), Lazzarini radunò un gruppo di avieri e di sottufficiali, lasciò Milano e si diresse verso l’alto Varesotto. Qui, tra la Valcuvia e la Valtravaglia, operò al comando di una formazione autonoma di alcune decine di uomini. Il 7 ottobre 1944, però, essa fu sorpresa dai fascisti che fucilarono dodici partigiani. Lazzarini riuscì a sfuggire alla cattura e a riparare in Svizzera, da dove si diresse nuovamente verso la Francia, prendendo parte, con l’Armata francese, alla battaglia di Colmar del 2 febbraio 1945. Pochi giorni dopo quella battaglia tornò in Italia, paracadutato nel Lecchese, al Pian dei Resinelli sulla Grigna, a capo di una Missione militare americana che aveva l’obiettivo di controllare e riferire con una radio clandestina le vicende belliche in una zona divenuta di primaria importanza strategica. Ai primi di aprile del 1945 Lazzarini intervenne direttamente per sospendere un imminente bombardamento alleato su Cernusco-Merate, richiesto da personale italiano della missione alleata di Special Force per bloccare il presunto passaggio di truppe mongole delle SS. Nei giorni dell’insurrezione poi continuò a operare per la liberazione del territorio lecchese, ottenendo tra l’altro la resa del comandante tedesco della piazza di Lecco.

La Memoria

Il Museo storico “G. Lazzarini” di Merate, è stato costituito nel 1991, dopo che la moglie del colonnello Giacinto Lazzarini di Muralto donò all’Amministrazione comunale l’archivio del marito ‒ morto l’anno precedente ‒ con l’esplicito intento di renderlo fruibile al pubblico. Considerato il ruolo che Lazzarini ebbe nel salvare il paese da un bombardamento che lo avrebbe raso al suolo, il Comune di Merate decise dunque di dedicare al materiale ricevuto in dono uno spazio all’interno del museo civico di storia naturale. Una sua stanza, dunque, è allestita con bacheche e manichini vestiti con divise, armi e oggetti raccolti o direttamente utilizzati da Lazzarini nel corso della sua attività partigiana. Accanto ai cimeli, inoltre, in alcune vetrine sono esposti articoli tratti da giornali che hanno raccontato le vicende di Lazzarini e delle missioni segrete alleate di cui ha fatto parte, da lui stesso raccolti nel corso degli anni. Un armadio, infine, conserva l’archivio documentario e fotografico, inventariato e disponibile per la consultazione.

I Servizi

Accesso

Recapiti

  c/o Civico Museo di Storia Naturale Don Michelangelo Ambrosioni Via Collegio Manzoni 45 - Merate (LC)
039-9903147 (Biblioteca)
039-59151 (Comune)

Come arrivare



  In Auto: dall’autostrada A4 Milano-Venezia allo svincolo di Agrate Brianza prendere la A51 e uscire a Vimercate nord, quindi proseguire fino a Merate
  In treno: stazione di Cernusco-Merate

Proprietà e gestione

Comune di Merate

Bibliografia orientativa

 Giancarlo Bertieri Bonfanti, La preparazione e la partecipazione alla Resistenza dell’antifascismo cattolico. Taluni aspetti a Milano e nel Lecchese, Tip. L. Morara, Roma 1964.
 Umberto Morandi, Azioni partigiane e rastrellamenti nazifascisti dal settembre ’43 all'aprile ’45 nel territorio lecchese, Comune di Lecco, Lecco 1981.
 Giancarlo Bertieri Bonfanti, La preparazione e la partecipazione alla Resistenza dell’antifascismo cattolico. Taluni aspetti a Milano e nel Lecchese, Tip. L. Morara, Roma 1964.
 Silvio Puccio, Una resistenza. Antifascismo e lotta di liberazione a Lecco e nel lecchese, 1922-1945, Nuova Europa, Milano 1965.
 Umberto Morandi, Azioni partigiane e rastrellamenti nazifascisti dal settembre ’43 all'aprile ’45 nel territorio lecchese, Comune di Lecco, Lecco 1981.
 Aroldo Bernini, Nerina non balla. Resistenza e guerra di Liberazione tra Lecco, Brianza e Valsassina, Periplo, Lecco 1995.
 Una lunga storia di libertà: dalla Resistenza all’impegno sindacale. Testimonianze degli antifascisti lecchesi, Logos, Lecco 1996.
 Anpi Lecco (a cura di), Lecco 1943 1945. Luoghi del potere fascista, luoghi dell'occupazione tedesca, luoghi della Resistenza, 2010.
 Anselmo Brambilla - Alberto Magni, Comandante Lazzarini. Da capo partigiano ad agente OSS in missione nel lecchese, ANPI Lecco, 2013